Colapesce

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Colapesce

Lorenzo Urciullo, non ama stare con le mani in mano. Dalla pubblicazione di Maria’s Day (maggio 2009), primo album degli Albanopower, riconosciuto da critica e pubblico come uno degli album rivelazione del 2009, tanta acqua è passata sotto i ponti.

Molti concerti, progetti speciali, cover (non ultima la partecipazione ad Altri Giardini, compilation antologica dei Giardini di Mirò) e collaborazioni illustri hanno scandito questi dodici mesi. Dodici mesi in cui Lorenzo ha approfittato dei pochi momenti vuoti per comporre e registrare i sei brani di Colapesce, il suo primo esperimento con la lingua italiana.

Nato quasi per caso, senza un nome e una direzione precisa durante l’estate del 2009, Colapesce ha acquistato una sua ragion d’essere solo durante gli ultimi mesi. 
Tutto è iniziato con tre brani registrati per partecipare, come autoproduzione, allo scorso Premio Ciampi. Grazie agli ottimi riscontri ottenuti, le cose hanno preso da quasi subito una piega differente: Colapesce nasce oggi sotto forma di mini-lp digitale, contenente sei canzoni (cinque inediti e una cover di Leo Ferré), ma ha già radici forti su cui poggiare e crescere.

Il nome scelto per il progetto è un piccolo attestato di sicilianità. Colapesce è infatti il nome del protagonista di una nota leggenda popolare di cui esistono molteplici versioni (sia orali che codificate, come quella raccolta da Italo Calvino per Fiabe Italiane), rielaborata per l’occasione da Angelo Orlando Meloni, scrittore siracusano e amico fraterno di Lorenzo.

La storia di Cola, il ragazzino che si trasformò in pesce e sparì nel mare, fa da sfondo a una raccolta di canzoni che dalla Sicilia riprende i sapori acri e le sfumature calde.
Un piccolo viaggio nella storia del cantautorato italiano (la cover di Leo Ferré, in un certo senso, rappresenta un manifesto estetico e una dichiarazione d’intenti), ma con uno sguardo che va al di là, travalica i confini e i generi. I suoni e la produzione, sempre a cura di Lorenzo, guardano infatti all’estero. Al folk anni sessanta di Neil Young e a quello dei suoi epigoni moderni (Fleet Foxes, Wilco, Bon Iver…). Le voci sono sempre volutamente eteree e non in primo piano, a voler trasmettere fin da subito il tentativo di un lavoro in italiano, ma dal respiro internazionale.

Aprile 27 2012

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Date: 27 Aprile 2012
Time: 21:00 - 23:00

Sala Vanni Firenze - ingresso: 12 € + dp