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SUMMARY:"I Soviet + L'elettricità" 100 anni di CCCP
DESCRIPTION:1917 – 2017 \nI SOVIET + L’ELETTRICITA’ Cento anni di rivoluzione russa Un secolo di CCCP \nUn comizio musicale di Massimo Zamboni\, con la partecipazione di Angela Baraldi\, Max Collini\, Fatur\, Simone Filippi\, Simone Beneventi\, Cristiano Roversi\, Erik Montanari \nPankow Leningrad Togliattigrad\, la Cortina di Ferro\, il Muro\, e poi ancora la Jugoslavia\, la Cecoslovacchia… Nomi astratti\, remoti come ricordi di scuola\, come le estinte Cartagine o Babilonia. Il Patto di Varsavia\, la DDR\, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche\, interi continenti inabissati nella voragine\, come Atlantide. Cosa è rimasto nell’immaginario collettivo di quei mondi? Di quell’idea che ha fatto della liberazione dell’uomo dall’uomo uno dei suoi credo fondanti? I Soviet + l’elettricità non hanno fatto il comunismo\, questo l’abbiamo dovuto apprendere. Franata la velleità socialista che la rivoluzione potesse essere una locomotiva proiettata a folle velocità nel binario del progresso\, l’uomo si è riscoperto come creatura complessa\, fatta di spirito\, bisogni\, natura\, modellato da secoli di storia e da retaggi millenari. \nCONCEPT \nI SOVIET + L’ELETTRICITA’ è uno spettacolo ideato e diretto da Massimo Zamboni dedicato al centenario della rivoluzione bolscevica del novembre 1917. Un comizio musicale che attingendo al linguaggio\, alle parole d’ordine e ai simboli del socialismo reale\, evoca il mito infranto della rivoluzione: della rivolta degli oppressi\, del potere agli operai e ai contadini\, della società senza classi e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quel mutamento epocale che riuscì a creare un immaginario collettivo per gli oppressi di tutto il mondo; il grande sogno che fece credere alla possibilità dell’uomo nuovo. Nel secolo odierno quelle passioni accese dalla rivoluzione d’Ottobre sono incagliate nei libri di storia\, e forse l’unico modo sensato di riparlare oggi di CCCP\, di ricordare la presa del Palazzo d’Inverno\, è tornare a dar vita alle parole di allora\, scontrandole con quelle dell’oggi\, elaborandole in un testo drammaturgico moderno che non teme l’enfasi\, l’utopia\, ma nemmeno la disperazione. \n\n\n\nL’AUTORE \nZamboni – nato nella provincia più rossa della rossa Emilia – è sempre stato affascinato artisticamente dall’immaginario e mito sovietico\, da quando nel 1982 ideò assieme Giovanni Lindo Ferretti i CCCP – Fedeli alla Linea\, un gruppo punk con grande seguito di pubblico e oggi celebrato in tutti i libri di storia della musica. Una band che si definì “filosovietica”\, parente stretta di Mishima e Majakovskij e del dadaismo russo\, che produceva “musica melodica emiliana” e guardava all’Est per ragioni etiche ed estetiche\, in contrapposizione al richiamo americano imperante in quegli anni di benessere e rampantismo. Proprio a Mosca e a Leningrado nella primavera del 1989 i CCCP tennero\, dopo due piani quinquennali\, il loro tour conclusivo. Crollato il Muro e scioltasi nel 1991 l’Unione Sovietica\, messi in soffitta i veementi proclami i CCCP posero fine al loro progetto artistico. Le loro ceneri generarono alcuni anni dopo i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) che\, con questo acronimo che strizzava l’occhio alla neocostituita Confederazione degli Stati Indipendenti\, hanno solcato i palchi italiani per tutti gli anni Novanta\, arrivando nel ’97 al primo posto in classifica dell’Hit Parade italiana. Conclusa quell’esperienza\, Zamboni ha poi intrapreso una carriera solista con nuovi album (Sorella sconfitta\, 2004; L’inerme è l’imbattibile\, 2008; L’estinzione di un colloquio amoroso\, 2010; Una infinita compressione procede lo scoppio\, 2013)\, musiche per il cinema (tra le quali Benzina\, 2001; Velocità massima\, 2002; L’orizzonte degli eventi\, 2005; Terapia d’urto\, 2006\, Il mio paese\, 2006; God Save The Green\, 2012\, Il nemico. Un breviario partigiano\, 2015) e il teatro (La detestata soglia\, 2010; Biglietti da camere separate\, 2011)\, ma soprattutto è diventato scrittore\, con la pubblicazione di sette libri (tra i quali In Mongolia retromarcia\, Giunti\, 2000; Emilia parabolica\, Fandango\, 2002; Il mio primo dopoguerra\, Mondadori\, 2005; L’eco di uno sparo\, Einaudi\, 2015; Anime galleggianti\, La nave di Teseo\, 2016\, Nessuna voce dentro\, Einaudi 2017). \nLO SPETTACOLO \nSul palco dominano gli elementi classici dell’iconografia sovietica: il podio e le tribune d’onore. Strutture per cerimonie politiche\, solenni e oppressive allo stesso tempo\, dove i cantanti diventano oratori\, i musicisti membri di un Partito\, il gruppo musicale Apparato. Alle proiezioni filmate il compito di segnalare il momento storico e le sue possibili interpretazioni\, al performer il ruolo di assumere i contrasti su di sé\, lasciandoli esplodere. La struttura musicale\, tratta in massima parte dal repertorio di CCCP-Fedeli alla Linea\, cavalca la linea larghissima che congiunge la celebrazione allo sgomento\, la scenografia ufficiale alla fragilità del singolo. Canzoni che scivolano le une nelle altre mescolandosi alla parola recitata\, agli slogan\, alle sonorizzazioni\, alle performance\, alle proiezioni. Nessun concerto rock ma una azione teatrale-musicale per una drammaturgia complessa e articolata\, costituita in pieni e vuoti. Sarà tutto il ‘900 a trascorrere sul palco\, attraverso la rievocazione\, l’alternanza dei momenti più dolorosi (lo stalinismo\, le dittature\, la guerra in Afghanistan\, nei Balcani) e più alti e solenni\, a costituire una celebrazione dedicata all’ambizione che anima le vite degli uomini: quella di sentirsi uguali e padroni del proprio destino. \n\n\n\nIL CAST \nMassimo Zamboni – voce\, chitarra Angela Baraldi – voce\nMax Collini – voce\nDanilo Fatur – performance Simone Filippi – ritmiche\nSimone Beneventi – timpani\, vibrafono\, ritmiche\nCristiano Roversi – tastiera\, basso\, programmazioni\nErik Montanari – chitarra \nVisual curato da Carlo Cerri e Piergiorgio Casotti \nDomenica 12 Novembre – Firenze\, Teatro Verdi \nI biglietti saranno disponibili attraverso i maggiori circuiti di biglietteria e i punti vendita abituali a partire da martedì 1 agosto dalle ore 14:00
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